Ci sono patologie la cui cura implica il ricorso a terapie che incidono profondamente sulle difese immunitarie, abbattendole, e che hanno componenti tossiche per il corpo. La chemioterapia e la radioterapia sono tra queste. Il loro valore salvifico va spesso di pari passo con pesanti effetti collaterali che inficiano la qualità della vita di chi vi si deve sottoporre. Diventa dunque una urgenza, da parte di ricercatori, trovare delle soluzioni che aiutino il corpo a ritrovare il suo vigore. Ad attirare l’attenzione degli specialisti negli ultimi anni sono in particolare le medicine alternative e complementari che mirano a fornire un protocollo di gestione completo degli effetti collaterali indotti dalla chemioterapia. Tra queste, le cure ayurvediche, da effettuare previa consultazione e dopo diversi mesi dalla fine della chemioterapia. In India e Thailandia, nello specifico, esistono centri altamente qualificati che propongono programmi mirati proprio per rinvigorire il sistema immunitario e per la purificazione del corpo, dove lo staff medico dopo un’attenta valutazione delle condizioni fisiche, fisiologiche e psicologiche della persona prepara un programma di trattamenti mirati, frutto della commistione tra moderni metodi diagnostici, trattamenti classici ayurvedici e terapie di supporto (fisioterapia, yoga e naturopatia). In Kerala, due resort ayurvedici propongono programmi di trattamenti di purificazione, disintossicazione e rivitalizzazione di 21 o 28 giorni svolto sulla base dei dettami dei più antichi testi Ayurveda sulla base della costituzione, della struttura fisica e dei bisogni personali. Bisogni che parlano la lingua del recupero del corpo e della mente come sanno bene alla Lifeco Clinic (Thailandia) centro terapeutico alternativo per la cura anche dei postumi delle terapie del cancro.
CGH Kalari Kovilkom and Rasayana

“Mi sono spesso trovata con una valigia da preparare, un cambiamento radicale da affrontare, una nuova dimensione da trovare. Mutamenti di vita e di prospettive da gestire che mi hanno condotto alla mia metamorfosi più autentica: fare dell’esperienza di viaggio una professione.