Ricordo bene il mio primo viaggio in Kerala. Lo stupore e il timore nell’avvertire la forza di un luogo che vive di energia e rilascia energia. Il desiderio di rigenerazione potente che ogni giorno respiravo solo passeggiando e guardando negli occhi i suoi abitanti. Li ho davvero compreso cosa fosse l’ayurveda e quanto un retreat centrato su questa antica medicina naturale potesse contribuire al mio cambiamento interiore.
Perché l’ayurveda è un sentire, un’arte del buon vivere e un approccio con cui affrontare la propria esistenza mantenendola in perfetto equilibrio con l’ambiente e l’universo. Per quest’antica disciplina la vita non è solo “essere nel mondo” ma “esserci consapevolmente” per raggiungere i 4 obiettivi – Dharma (dovere –virtù da seguire), Artha (comprensione, benessere e prosperità), Kama (felicità) e Moksha (libertà e illuminazione) – che conducono all’armonia di corpo-anima-spirito. Conservare la salute e il benessere diventa indispensabile per compiere questo cammino scandito da energie vitali (tridosha) poste in zone specifiche del corpo e dalle funzioni particolari.
Dal bilanciamento dei dosha nasce la nostra armonia. Perché per l’Ayurveda ogni uomo è in rapporto con l’energia dell’universo e il suo benessere è frutto della connessione profonda tra corpo, mente e anima. L’attenzione dal singolo si sposta quindi al tutto e ogni disagio, problema o malattia deve essere considerata nella globalità. Ogni trattamento, cura e terapia diviene quindi un unicum perché frutto di una valutazione personalizzata che non prescinda dagli equilibri-squilibri dei tre dosha Vata, Pitta e Kapha.
Il mio primo viaggio in Kerala mi ha insegnato questo, a considerarmi un essere completo che per trovare il suo centro doveva imparare a far dialogare e ad ascoltare ogni parte di sè. Per questo un retreat ayurvedico non è solo un luogo di relax affidato a massaggi o terapie di purificazione, ma una occasione di profonda connessione, un’opportunità di cura per il proprio corpo e la propria anima, un momento di ascolto dei bisogni più profondi. Il riposo diviene strumento di vero rinvigorimento fisico e psicologico; lo yoga e la meditazione accompagnano l’anima verso la pacificazione; i trattamenti mirati prescritti da medici ayurvedici rinfrancano e rigenerano. Un viaggio in Kerala non è mai solo un viaggio. Ma mille.

“Mi sono spesso trovata con una valigia da preparare, un cambiamento radicale da affrontare, una nuova dimensione da trovare. Mutamenti di vita e di prospettive da gestire che mi hanno condotto alla mia metamorfosi più autentica: fare dell’esperienza di viaggio una professione.