Il mio ultimo breve viaggio in Thailandia è stato un’immersione senza precedenti nella lentezza e nella pace. Il mio percorso mi ha condotto a Hua Hin, a sud di Bangkok, prima località per soggiorni balneari in Thailandia, tappa negli anni ’20 per thailandesi molto abbienti alla ricerca di charme e di suggestioni. La sua popolarità fra gli stranieri fu istantanea avvalorata anche dalla salubrità del clima, dalla meraviglia delle spiagge, dalle atmosfere apprezzate anche dai reali Thai che ne fecero il loro buen ritiro contribuendo a trasformandola in una località d’elezione. Nonostante questa allure Hua Hin ha saputo e sa tutt’ora gestirsi in modo da evitare gli eccessi di altre località balneari del Paese, rimanendo un luogo calmo e rilassante scandito da piccoli boutique hotel familiari dallo charme d’antan, ma d’eccellenza per culto del Wellness come conferma il “Chiva-Som” struttura pioniera e oasi di benessere senza paragoni. Con il suo giardino di sette acri che si stende fino alla spiaggia, questo santuario di pace è stato creato in armonia con l’ambiente naturale dove stress, eccessi, rumore sono banditi a favore di tranquillità e equilibrio. Un vero “Paradiso della Vita” – questo il significato di Chiva-Som – dove scoprire o riscoprire l’arte del vivere e del gioire di ogni istante della giornata, cogliendone la forza e tratteggiando un personale sentiero di auto scoperta. Ad accogliere in questo ritiro energetico thailandese è un consigliere del benessere, pronto ad ascoltare i bisogni del visitatore, a comprenderne le necessità più profonde, a guidarlo nel suo itinerario di rigenerazione affidato a trattamenti che portano al sublime incontro di corpo e spirito. Proprio per questo abbiamo scelto di fare di Hua Hin un luogo “My Ideal Traveling” perché sposa la nostra filosofia di “pacificazione” e di beatitudine.

“Mi sono spesso trovata con una valigia da preparare, un cambiamento radicale da affrontare, una nuova dimensione da trovare. Mutamenti di vita e di prospettive da gestire che mi hanno condotto alla mia metamorfosi più autentica: fare dell’esperienza di viaggio una professione.