Io appartengo ai luoghi che visito. Il viaggio è fatto per confondersi e fondersi con gli spazi lasciando che la loro forza entri a far parte del nostro vissuto regalandoci sensazioni e lasciando una traccia nitida del loro valore per il nostro percorso. La traccia che la Sicilia lascia in me è quella della luce. Totale, bianca, potente. Una luce capace di accendere anche quel “sole interiore” che talvolta dimentico di avere, sepolto da coltri di pensieri e di sensazioni incolori. Una luce che esplode nel mare, dando vita ad una rigenerazione profonda. Aria, acqua, terra, fuoco: la Sicilia è per me energia pura e imparare a convogliarla è stata la mia sfida. Devo dire grazie a Ameriga e Ettore se oggi ho compreso come dosarla facendone una fonte ed una opportunità. Al loro progetto se ho potuto vivere un’esperienza in cui le contrapposizioni diventano armonizzazioni. In questo angolo di paradiso a due passi dal Barocco più vero – quello di Noto, Sicli e Ragusa Ibla – e dal mare si trova la loro oasi di pace dove lo yoga sposa il surf, la meditazione abbraccia la vela e la contemplazione vive in simbiosi con lo stand-up-paddleboard nel nome della natura. Non un centro vacanze ma uno spazio per l’anima affacciato su una spiaggia infinita dove lasciarsi incantare dal fruscio delle onde, fermando il pensiero e ascoltando la voce che risuona dal profondo. Il benessere psico-fisico conduce alla rinascita interiore e la ricerca di sé si quieta durante le sessioni di Vinyasa flaw, di Ashtanga e Yin yoga del primo mattino e del pomeriggio. Qui ho imparato a amare nuovamente me stessa, prendendomi cura del mio corpo, coccolando il palato con piatti vegetariani e bilanciati che mi hanno fatto ritrovare il piacere di nutrirmi per stare bene e per sentirmi meglio. In questo angolo di Sicilia che non ti aspetti, in questo luogo dove si può incontrare il mondo, saltano tutte le distanze di cultura, si snidano le abitudini meno sane e si disegnano nuove prospettive. Potere del kite surf, dello yoga e dell’ambiente che vince su tutto.

“Mi sono spesso trovata con una valigia da preparare, un cambiamento radicale da affrontare, una nuova dimensione da trovare. Mutamenti di vita e di prospettive da gestire che mi hanno condotto alla mia metamorfosi più autentica: fare dell’esperienza di viaggio una professione.